NASpI 2026: la guida completa
Requisiti, importo, durata e domanda — tutto quello che ti serve, in un posto solo
La NASpI è l'indennità mensile di disoccupazione che l'INPS versa a chi perde il lavoro in modo involontario. Nel 2026 è pari al 75% dello stipendio medio fino a 1.456,72€ lordi (più il 25% della parte eccedente, fino a un massimo di 1.584,70€ al mese), dura quanto la metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni (fino a 24 mesi) e si richiede entro 68 giorni dalla fine del rapporto di lavoro. Qui sotto trovi ogni aspetto spiegato, più il calcolatore per il tuo importo esatto.
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Chi ha diritto alla NASpI nel 2026?
Ha diritto alla NASpI chi ha perso il lavoro in modo involontario e possiede due requisiti contributivi: lo stato di disoccupazione involontario (licenziamento, scadenza del contratto a termine, e alcuni casi di dimissioni) e almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la cessazione del rapporto. Dal 2022 non è più richiesto il vecchio requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo nell'ultimo anno.
Spetta ai lavoratori dipendenti del settore privato, agli apprendisti, ai soci di cooperativa con rapporto di lavoro subordinato e ad alcune categorie del pubblico impiego a tempo determinato. Non spetta invece ai dipendenti pubblici a tempo indeterminato e ai lavoratori agricoli, che hanno strumenti dedicati.
Quanto spetta di NASpI?
L'importo si calcola sulla retribuzione media mensile lorda degli ultimi 4 anni. Se è pari o inferiore a 1.456,72€ (soglia 2026), la NASpI è il 75% di quella retribuzione. Se la supera, si aggiunge il 25% della parte eccedente, fino al tetto massimo di 1.584,70€ lordi al mese (importi rivalutati ogni anno dall'INPS).
Un esempio: con uno stipendio medio di 1.200€ la NASpI è 900€ al mese; con 1.800€ è circa 1.178€. Gli importi sono lordi: la NASpI è soggetta a IRPEF, quindi il netto può essere inferiore. Per il tuo caso, usa il calcolatore NASpI 2026 o consulta le pagine pronte per fascia di stipendio qui sotto.
Per quanto tempo dura la NASpI?
La NASpI dura quanto la metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni, fino a un massimo di 24 mesi. Chi ha lavorato 2 anni pieni (circa 104 settimane) riceve circa 12 mesi di indennità; chi ha 4 anni pieni di contributi raggiunge il tetto dei 24 mesi.
Cos'è il décalage e quando scatta?
Il décalage è la riduzione progressiva dell'importo: dal 6° mese di fruizione la NASpI cala del 3% ogni mese, calcolato sull'importo del mese precedente. Per chi ha compiuto 55 anni alla data di cessazione del rapporto, la riduzione slitta e parte dall'8° mese. Il calcolatore mostra la simulazione mese per mese, décalage incluso.
Come e quando si fa domanda di NASpI?
La domanda va presentata in via telematica entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro: oltre questo termine si perde il diritto. Si può fare online sul portale INPS con SPID, CIE o CNS, tramite il contact center INPS, oppure rivolgendosi gratuitamente a un patronato.
La NASpI decorre dall'8° giorno successivo alla cessazione (se la domanda è presentata entro l'8° giorno) o dal giorno successivo alla presentazione (se presentata dopo). Per i passaggi pratici serve avente il documento d'identità, il codice fiscale e l'IBAN su cui ricevere l'accredito.
La NASpI spetta anche in caso di dimissioni?
Di norma no: chi si dimette volontariamente non ha diritto alla NASpI, perché manca il requisito dell'involontarietà. Ci sono però eccezioni importanti: spetta in caso di dimissioni per giusta causa (ad esempio mancato pagamento dello stipendio, mobbing, molestie, modifica peggiorativa delle mansioni) e di dimissioni durante il periodo tutelato di maternità. Spetta anche in caso di risoluzione consensuale nell'ambito della procedura di conciliazione obbligatoria. È uno dei punti che nella prassi di patronato genera più dubbi, perché la qualificazione delle dimissioni cambia completamente il diritto all'indennità.
Si può lavorare mentre si prende la NASpI?
Sì, entro certi limiti, ma occorre comunicarlo all'INPS. Con un nuovo lavoro subordinato di reddito basso, sotto le soglie di legge, la NASpI può essere mantenuta in misura ridotta; sopra tali soglie viene sospesa o decade. Con un'attività di lavoro autonomo o una Partita IVA bisogna comunicare il reddito presunto e l'indennità viene ridotta in proporzione. Se hai o stai valutando la Partita IVA, vedi anche la guida alla Partita IVA forfettaria.
Si può ottenere la NASpI tutta in una volta?
Sì: chi vuole avviare un'attività di lavoro autonomo o d'impresa, o associarsi in cooperativa, può chiedere la liquidazione anticipata in un'unica soluzione di tutta la NASpI residua. È un'opzione pensata per chi si mette in proprio e preferisce un capitale iniziale all'indennità mensile. Va valutata con attenzione perché, una volta ottenuta, si rinuncia ai versamenti mensili residui.
🧭 Strumenti e approfondimenti NASpI
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- Percorso guidato NASpI — verifica il tuo caso passo per passo
- Come si calcola l'importo — la formula spiegata
Quanto prendi con il tuo stipendio:
⚠️ Importante: BuroChiaro.it fornisce orientamento generale, NON costituisce consulenza legale o previdenziale. Gli importi e le regole possono variare; per la tua posizione fanno fede l'estratto contributivo e i provvedimenti ufficiali INPS.